Addetto di scalo aeroportuale: ecco i 7 aeroporti più pericolosi del mondo

I turisti hanno conquistato il mondo. Non c’è luogo sul pianeta che abbia resistito all’invasione dei ricchi americani, europei, russi, cinesi, sudamericani. Certo, per portare queste persone in ogni angolo del globo terraqueo si sono dovuti realizzare aeroporti in luoghi un po’ particolari, diciamo. Ecco gli aeroporti più pericolosi del mondo.

Saint Marteen, Caraibi

L’aeroporto è adiacente alla spiaggia di Maho, e la striscia di sabbia costituisce il riferimento che hanno i piloti prima di impegnare la pista di atterraggio. In pratica i carrelli degli aerei passano pochi metri sopra le teste dei bagnanti. Da sottolineare che non è un aeroporto regionale per piccoli bimotori, ma qui atterrano i Boeing 747, che data la pista relativamente corta sono obbligati ad anticipare la manovra, scendendo ancora più bassi. Sulla spiaggia un cartello avverte i turisti che l’aria che fuoriesce dalle turbine degli aerei potrebbe causare seri danni alle loro persone.

Lukla Airport, Nepal

Qui arrivano tutte le spedizioni dirette verso l’Everest e l’atterraggio costituisce un ottimo esempio delle emozioni e dei pericoli che gli scalatori incontreranno nella regione himalayana.
L’aeroporto si trova ad un’altezza sul livello del mare di 2.850 metri, è lunga appena 527 metri, è inclinata di 12 gradi per facilitare decollo (in un senso) e atterraggio (nell’altro). Il decollo si effettua unicamente su una pista la cui testata è posta a ridosso di una parete rocciosa, l’atterraggio su una pista. L’atterraggio su una pista situata a strapiombo su un alto dirupo. Tutto questo senza tenere conto delle condizioni di visibilità, della neve e del ghiaccio presenti gran parte dell’anno.
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Barra, Scozia

La pista di questo aeroporto non è vicina a una spiaggia: è proprio la spiaggia su cui si frangono le onde del Mare del Nord. I piloti degli aerei in atterraggio devono inoltre considerare anche l’andamento delle maree prima di cominciare a scendere. Con l’alta marea infatti la pista viene sommersa dal mare.
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Isola di Saba, Caraibi

È la pista commerciale più corta del mondo, solo 400 metri; ricavati su una penisola rocciosa circondata dal mare sui tre lati. Atterrare qui è possibile solo con aerei di ridotte dimensioni e con una robusta dose di lexotan a disposizione di pilota e passeggeri.
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Madeira, Portogallo

Qui si atterra su un viadotto, costruito negli Anni 70 per allungare la pista di atterraggio, dopo un brutto incidente. I passeggeri che hanno provato l’esperienza di atterrare qui dicono di essere rimasti con il cuore in gola nel vedere che l’aereo correva su una striscia di asfalto larga pochi metri con il vuoto attorno.
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Quito, Ecuador

Pista di atterraggio corta, posta a 2.800 metri, nel centro della città, su un altopiano circondato da vulcani attivi che costringono i piloti a fare una stretta virata prima di posizionarsi sul sentiero di discesa. Il tutto con forti venti e pressione dell’aria bassa dovuta all’altitudine, che costringe a non scendere troppo con la velocità. Manovra che causerebbe la perdita della portanza e lo stallo dell’aeromobile. Non a caso l’aeroporto ha una storia di 9 incidenti seri proprio in fase di atterraggio. Nel 2013 il nuovo aeroporto internazionale di Quito, posto nella vallata sottostante, ha sollevato il vecchio scalo di gran parte del suo traffico, i piloti non sono però troppo sollevati a causa delle turbolenze che si generano nella valle e per le forti nebbie che ci sono nell’80% dell’anno.
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Agatti, India

Scalo privilegiato per raggiungere molte località turistiche dell’oceano Indiano. Non è altro che una striscia di terra circondata dall’acqua. Quando ci sono i monsoni diventa praticamente inutilizzabile. Beh, almeno in caso di imprevisti l’acqua del mare ha una buona temperatura.
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Fonti: Corriere.it