L’aviazione è un settore che cambia. Lo dimostrano i numeri della sua crescita, le nuove rotte, la domanda sempre più globale di professionisti qualificati. Lo dimostra anche l’attenzione crescente verso chi lavora in questo mondo e verso le condizioni che rendono l’aviazione un ambiente accessibile, equo e attrattivo per tutti.
Noi di Accademia del Lavoro abbiamo voluto affrontare questo tema nella nostra recente partnership con Generazione Stem. In questa direzione però si muove anche l’industria, come dimostra l’iniziativa che ogni anno IATA, l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, porta avanti con i suoi Diversity & Inclusion Awards. Per l’edizione 2026, le candidature sono ufficialmente aperte.
Tre categorie, tre storie da raccontare
I premi riconoscono l’eccellenza in tre ambiti distinti. Il primo è l’Inspirational Role Model Award, destinato a una donna che ricopre una posizione di rilievo nel settore e che ha avuto un impatto concreto e misurabile sulla diversità e l’inclusione a livello globale. Non si premia la visibilità, ma l’influenza reale.
Il secondo è l’High Flyer Award, riservato a professioniste dell’aviazione under 40 che abbiano dimostrato capacità di leadership attraverso azioni tangibili a favore di un settore più inclusivo. Un premio che guarda al futuro e a chi lo sta costruendo.
Il terzo è il Diversity & Inclusion Team Award, che premia una compagnia aerea, tra quelle membre IATA, capace di documentare un cambiamento positivo e misurabile nelle proprie pratiche di diversità e inclusione. Qui si valutano i risultati, non le intenzioni.
Ogni riconoscimento non è solo simbolico, ma vale 25.000 dollari sponsorizzati da Qatar Airways, che il vincitore può scegliere di ricevere direttamente o di devolvere a un ente benefico che sostiene gli stessi valori.

Perché questo tema conta per l’aviazione
Willie Walsh, Direttore Generale di IATA, ha inquadrato bene la posta in gioco: un settore diversificato e inclusivo non è solo più giusto, è più competitivo. Attrarre talenti in un comparto che continua a crescere richiede che chi si affaccia al mondo del lavoro, indipendentemente dal proprio background, veda nell’aviazione una prospettiva concreta e gratificante.
Non è retorica. Il settore aereo soffre da anni di una carenza strutturale di personale qualificato, dai piloti ai tecnici di manutenzione, dagli operatori di scalo agli esperti di sicurezza. Ampliare il bacino di chi può e vuole lavorare in questo mondo è una necessità strategica prima ancora che un valore etico.
Qatar Airways, partner storico di questi premi, ha sottolineato come la diversità non sia un obiettivo astratto, ma una condizione operativa quotidiana: lavorare con persone di culture e background diversi è parte integrante di ciò che rende l’aviazione un ambiente dinamico e stimolante.
Chi valuterà le candidature
La giuria è indipendente ed è presieduta da Karen Walker, Editor-in-Chief di Air Transport World. Ne fanno parte i vincitori dell’edizione 2025: Claudia Zapata-Cardone, presidente della Latin Professionals in Aerospace, per la categoria Role Model; Katherine Moloney, fondatrice di Elevate (her) Aviation, per la categoria High Flyer; Christianna Scott, Director of Diversity, Equity & Inclusion di Air Canada, per la categoria Team.
I vincitori saranno annunciati all’82° Annual General Meeting di IATA, in programma dal 6 all’8 giugno 2026 a Rio de Janeiro. Le candidature si chiudono il 5 aprile 2026.
Un segnale per chi si forma oggi
Per chi studia o si sta preparando a entrare nel mondo dell’aviazione, iniziative come questa mandano un messaggio preciso. Il settore sta lavorando per diventare più aperto e lo fa anche attraverso il riconoscimento pubblico di chi guida questo cambiamento.
In Accademia del Lavoro lo sappiamo bene. I nostri corsi di formazione aeroportuale e portuale si rivolgono a persone con storie e percorsi diversi, unite dalla volontà di costruire una carriera solida in un settore che offre prospettive reali. Perché un’aviazione più inclusiva non nasce solo dai premi internazionali, nasce anche dalle aule, dai percorsi formativi, dalle prime opportunità di lavoro.





