Powerbank in aereo? Non ovunque, ecco le nuove regole.

powerbank in aereo

Portare il powerbank in volo è diventata un’abitudine diffusa quanto necessaria. Ma le regole sul trasporto di questi dispositivi stanno cambiando rapidamente, e non solo per i voli intercontinentali. Negli ultimi tempi alcune tra le principali compagnie aeree mondiali hanno inasprito le proprie politiche e il Giappone si appresta ad adottare il divieto più severo in assoluto. Vale la pena fare il punto, soprattutto se si viaggia spesso per lavoro.

Cosa dice la normativa europea

In Italia e nel resto d’Europa, le regole vigenti si basano sulle linee guida EASA e ICAO, recepite dalle singole autorità nazionali come l’ENAC. Il principio di fondo è chiaro da anni: i powerbank non possono mai essere messi nel bagaglio da stiva. Devono obbligatoriamente viaggiare in cabina, nel bagaglio a mano, e sono soggetti a limiti di capacità. In genere, sono consentiti fino a 100 Wh senza autorizzazione specifica. Per quelli tra 100 e 160 Wh è richiesta l’approvazione della compagnia, invece oltre quella soglia il trasporto non è ammesso. Fin qui, nulla di nuovo.

Emirates, ITA Airways e Lufthansa: un passo in più

Quello che è cambiato di recente riguarda l’utilizzo a bordo, non solo il trasporto. La svolta più netta, a livello internazionale, è arrivata il 1° ottobre 2025 con Emirates. La compagnia di Dubai ha vietato qualsiasi utilizzo dei powerbank a bordo dei propri voli: i passeggeri possono portarli in cabina come bagaglio a mano, ma solo se la capacità è inferiore a 100 Wh e se il dispositivo riporta chiaramente le specifiche tecniche. Una volta a bordo, però, non possono essere usati per ricaricare smartphone o altri dispositivi e non possono essere ricaricati attraverso l’alimentazione del sedile.

La motivazione tecnica è quella che ormai accompagna ogni discussione su questo tema, la fuga termica. Le batterie agli ioni di litio, se danneggiate, difettose o sovraccaricate, possono innescare un processo autoaccelerante in cui la temperatura sale in modo incontrollabile, con rischio di incendio, esplosione e rilascio di gas tossici. I powerbank di fascia bassa, a differenza degli smartphone moderni, spesso non dispongono di sistemi di protezione adeguati contro il sovraccarico. In cabina, a 10.000 metri di quota, non è un dettaglio trascurabile.

Alcune compagnie europee, tra cui ITA Airways e Lufthansa, hanno di recente aggiornato le proprie condizioni introducendo restrizioni simili.

Giappone: dal prossimo aprile niente più powerbank accesi in volo

La notizia più recente arriva dal Giappone. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha comunicato ai vettori aerei che a partire dall’aprile 2026 sarà vietato l’uso dei powerbank a bordo degli aerei che operano nel paese. Il divieto è totale: niente ricarica di dispositivi personali, niente ricarica degli stessi powerbank tramite le prese in cabina. Il provvedimento fa seguito a una serie di episodi di autocombustione legati a batterie al litio e, in modo particolare, a un incendio avvenuto nel gennaio 2025 su un volo della low-cost Air Busan, attribuito a un powerbank difettoso. Già dallo scorso luglio le autorità giapponesi avevano raccomandato di non riporre questi dispositivi nelle cappelliere superiori, invitando i passeggeri a tenerli con sé durante il volo. Il passo successivo è stato, a questo punto, vietarne direttamente l’uso.

Cosa significa per chi viaggia e per chi lavora in aeroporto

Per i passeggeri, il messaggio pratico è uno: caricate i vostri dispositivi prima di imbarcarvi, specialmente sui voli lunghi, e informatevi sulle politiche specifiche della compagnia con cui volate. Le regole non sono ancora uniformi a livello globale e possono variare sensibilmente da un vettore all’altro.

Per chi opera nel settore, questa evoluzione normativa richiede aggiornamento continuo. Conoscere le restrizioni in vigore, saper comunicare correttamente le limitazioni ai passeggeri e gestire eventuali situazioni di emergenza legate a dispositivi elettronici sono competenze sempre più centrali nel profilo professionale di chi lavora in aviazione. Un settore dove le regole cambiano spesso, e dove restare aggiornati non è un’opzione: è parte del mestiere.

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